L’obesità è una malattia ed è la prima malattia del benessere. Nella nostra società vi è un rapporto inverso tra livello sociale, culturale e prevalenza della obesità. Essendo l’obesità il serbatoio di rischio per la mortalità in generale ed in particolare cardiovascolare la sua importanza non può essere sottovalutata. È quindi una malattia con tutte le sue ricadute di carattere organizzativo ed economico per il SSN e per la vita di relazione dei soggetti che ne sono portatori. Questa malattia metabolica viene troppo sovente identificata con l’aumento di peso: si considerano cioè gli effetti perdendo di vista le cause; poiché è ormai provato che se si diventa grassi non è certamente solo perché si mangia troppo. Nella cultura medica di non molto anni or sono l’obesità era considerata una colpevole trasgressione alimentare, non una malattia a patogenesi varia ed ignota. Purtroppo sono ancora molti che considerano l’obesità come un fatto normale e che sia sufficiente “mangiare meno”. In verità non si tratta di solo eccesso alimentare né il paziente è l’unico colpevole. L’obesità e una situazione da alterazione del bilancio energetico. Tra l’altro vi sono numerose pubblicazioni scientifiche sulla genetica della obesità, sul bilancio energetico, sulla epidemiologia e sulle complicanze.