Per Sindrome Metabolica si intende, in ambito medico, una situazione clinica ad alto rischio cardiovascolare la quale comprende una serie di fattori di rischio e di sintomi che si manifestano contemporaneamente nell’individuo. Tale sindrome colloca il soggetto in una fascia di rischio elevata per l’elevata probabilità di sviluppare malattie gravi come il diabete, o di incorrere in problemi cardiovascolari come l’ictus cerebrale e l’infarto del miocardio, o, infine, di presentare un eccessivo accumulo di grasso nelle cellule epatiche, la cosiddetta steatosi epatica, comunemente conosciuta come fegato grasso.
Per poter parlare di sindrome metabolica devono essere presenti contemporaneamente almeno tre dei seguenti fattori di rischio:

  • pressione arteriosa superiore a 130/85;
  • trigliceridi ematici superiori a 150mg/dl;
  • colesterolemia alta;
  • colesterolo HDL minore a 40 mg/dl;
  • glicemia a digiuno superiore a 110mg/dl;
  • circonferenza addominale superiore a 102 cm per i maschi o 82 cm per la femmina (solitamente riconosciute come obesità androide o a mela).

Un eccesso di grasso corporeo concentrato nella regione addominale, porta a uno squilibrio del metabolismo dei grassi e degli zuccheri. Questo sbilanciamento ha come risultato l’iperinsulinemia, ossia si riscontra un eccesso di insulina nel sangue. Tale fattore è indice di un’aumentata resistenza a questo ormone pancreatico, l’insulina appunto, responsabile della regolazione dei livelli di glucosio ematico, tramite l’attivazione di processi metabolici e cellulari che tarano la glicemia. Se viene riscontrata l’iperinsulinemia questa può causare, in breve tempo, la comparsa di diabete. Quando si instaura una simile condizione di insulina resistenza, le cellule richiedono una quantità di insulina superiore alla norma per rispondere al loro compito di assorbimento del glucosio ematico e mantenere così nella norma i livelli glicemici. Una parte di questo glucosio però l’insulina lo trasforma in grassi di deposito. Per evitare il verificarsi di una simile condizione clinica, è bene tenere sotto stretta osservazione il proprio peso corporeo e l’apporto calorico e di grassi quotidianamente assunto. A tal fine, l’aiuto di un medico specializzato nella nutrizione è utile poiché può suggerire la strada giusta per un’alimentazione corretta che non incida però sul livello di stress.